Controllo dei costi per ristoranti e pizzerie

In un ristorante il margine si decide al momento dell'acquisto più che in sala. Carne, pesce, farine, olio, latticini e bevande arrivano da fornitori diversi, con listini che cambiano senza avviso. iPricer legge le fatture elettroniche che ricevi già e ti dice quali di quei prezzi si sono mossi.

Piatto di spaghetti al pomodoro e basilico su un tavolo di ristorante

Il problema: decine di fornitori, centinaia di righe

Un ristorante riceve ogni mese decine di fatture: il macellaio, il pescivendolo, il grossista del secco, il caseificio, il fornitore di bevande. Ogni fattura ha righe con prezzi unitari, e ogni fornitore scrive gli stessi prodotti a modo suo.

Controllare a mano se la mozzarella costa come il mese scorso significa ritrovare la fattura vecchia, la riga giusta, la stessa unità di misura. Nessuno ha il tempo di farlo per tutti i prodotti, e gli aumenti piccoli e continui passano inosservati finché non si guarda il margine a fine anno.

Cosa fa iPricer per un ristorante

  • Carichi gli XML delle fatture scaricati dal cassetto fiscale dell'Agenzia delle Entrate, anche tutti insieme. Nessuna anagrafica da compilare.
  • L'AI riconosce lo stesso prodotto anche quando il fornitore cambia descrizione: "Mozzarella fior di latte 1kg" e "MOZZ. F.D.L. KG1" diventano un solo storico.
  • Per ogni materia prima vedi prezzo di oggi, prezzo di prima, variazione percentuale e quanto ti è costata sui volumi che compri davvero.
  • Una volta al mese ricevi via email il riepilogo degli aumenti del periodo.
  • Con AI Compare confronti il preventivo di un nuovo fornitore con quello che paghi oggi, voce per voce.
  • Dagli stessi dati prepari gli ordini ai fornitori e li invii via email, con i prezzi dell'ultimo listino rilevato.

Che aumenti si trovano

Nelle fatture reali analizzate da iPricer sono emersi, fra gli altri, l'olio d'oliva passato da 3,50 a 5,70 euro al litro in quattordici mesi (+63%), il burro da 6,74 a 10,90 euro al chilo (+62%), il petto di pollo da 6,70 a 9,99 euro al chilo (+49%). Nessuno di questi aumenti era stato comunicato: erano scritti nelle fatture, riga per riga.

Sono proprio le materie prime di base di una cucina, quelle che si comprano ogni settimana e su cui un rincaro di pochi centesimi, moltiplicato per i volumi, pesa più di un aumento vistoso su un prodotto occasionale.

Cosa non fa

iPricer non gestisce ricette né menu, quindi non calcola il food cost del singolo piatto: ti dà il costo reale e aggiornato delle materie prime, che è il dato da cui quel calcolo parte.

Non è un gestionale di sala o di cassa, non tiene il magazzino e non scarica le fatture al posto tuo: gli XML li scarichi dal cassetto fiscale e li carichi su iPricer.

Domande frequenti

Serve un gestionale o un software di cassa?

No. iPricer lavora solo sulle fatture elettroniche XML dei fornitori, che ricevi già per legge. Non si collega alla cassa e non richiede di cambiare strumenti.

Funziona per una pizzeria o una trattoria piccola?

Sì, se hai almeno un fornitore da cui compri con regolarità. Più storico carichi, più il confronto è utile: con qualche mese di fatture gli aumenti si vedono subito.

Calcola il food cost dei piatti?

No. Fornisce il costo reale delle materie prime, aggiornato a ogni fattura caricata. Il food cost del piatto lo calcoli tu, con numeri che finalmente sono quelli veri.

Quanto costa?

C'è un piano gratuito senza carta di credito. I piani a pagamento partono da 39,90 euro al mese. Tutti i dettagli sono nella pagina prezzi.

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Ultimo aggiornamento: 2026-09-28